Evadere per sopravvivere
Esiste anche un’evasione fiscale per sopravvivenza”. Questa coraggiosa ammissione di Stefano Fassina, viceministro dell’Economia e responsabile economico del Pd, indigna e scatena Susanna Camusso: “Gravissimo. La battuta sull’evasione di sopravvivenza non si può definire solo infelice, ma un drammatico errore politico”. Dove l’errore politico “drammatico” è nell’affermare, da sinistra, un concetto che il Cav., e non lui solo, ripete da anni.
21 AGO 20

"Esiste anche un’evasione fiscale per sopravvivenza”. Questa coraggiosa ammissione di Stefano Fassina, viceministro dell’Economia e responsabile economico del Pd, indigna e scatena Susanna Camusso: “Gravissimo. La battuta sull’evasione di sopravvivenza non si può definire solo infelice, ma un drammatico errore politico”. Dove l’errore politico “drammatico” è nell’affermare, da sinistra, un concetto che il Cav., e non lui solo, ripete da anni. Insomma, se il dito indica la luna, la Cgil guarda il dito, benché sia appunto un dito di sinistra. Che a fronte di una pressione fiscale inumana – quella ufficiale è al 44 per cento, con il sommerso siamo al 54 – aumenti la tendenza a sottrarsi al fisco, mentre riducendo le tasse si ottiene una maggiore virtù e più gettito, è un fenomeno noto da decenni agli esperti come curva di Laffer. E benché Arthur Laffer, economista della University of Southern California, abbia influito sulla politica fiscale di Ronald Reagan, la dottrina è keynesiana e lo stesso Laffer è un assertore della supply side economics, favorevole al sostegno all’economia tramite l’offerta. Il quale può realizzarsi con l’immissione di liquidità, come fanno Barack Obama e Ben Bernanke, con sussidi agli investimenti, e appunto con la riduzione della pressione fiscale. Teorie certamente contestabili e contestate. Ma pare che Susanna Camusso ignori tutto questo: eppure quando c’è da chiedere alla spesa pubblica e quindi ai contribuenti, la Cgil non è seconda a nessuno. Ma le parole di Fassina inquadrano una realtà più profonda, frutto di questa fase, speriamo ultima, della crisi. L’evasione per sopravvivenza non è quella di chi spedisce denari a Montecarlo o alle Cayman, ma delle partite Iva che chiudono, mentre i loro ex titolari continuano a lavorare in nero. Per sopravvivere, appunto.
Il trend, non contemplato neppure nei “contatori della crisi” che segnalano sul Sole 24 Ore i “fallimenti del giorno e quelli da inizio anno”, indica comunque la volontà a proseguire – un tempo si diceva a mandare avanti la baracca – nonostante tutto, magari in attesa di riemergere. Per dirla con Renato Brunetta (che ovviamente tira pure l’acqua al mulino del Pdl) Fassina “si lascia trascinare dall’istinto di verità e stupisce piacevolmente”. Che sollevi l’indignazione della Camusso e dell’ortodossia crisaiola, è un ulteriore motivo di merito.